di Mons. Rubens Miraglia Zani

Quello delle cosiddette “costellazioni familiari” è un metodo di psicoterapia sviluppato in tempi recenti dallo psicoterapeuta tedesco Anton Suitbert Hellinger, meglio conosciuto come Bert Hellinger (1925-2019).
Secondo questo approccio, i problemi, le difficoltà e le malattie delle persone sarebbero legati al destino dei precedenti membri della loro famiglia o del loro gruppo etnico.
Il concetto di “risonanza morfica” è l’idea centrale secondo cui una serie di informazioni vengono propagate attraverso una sorta di “memoria collettiva”. Va anzitutto precisato che non esistono studi scientifici definitivi comprovanti l’efficacia di questa pratica terapeutica.

Bert Hellinger

Chi è Bert Hellinger?
Hellinger nacque a Leimen, nei pressi di Heidelberg, in Germania, nel 1925. Fu prete cattolico e missionario in Sudafrica, e lì visse per circa sedici anni fra le tribù Zulu, dove ne osservò il comportamento, i costumi, i riti e il modo molto particolare di adorare i loro antenati.
Nel 1960 la vita di Hellinger prese una svolta, partecipando a una serie di corsi di dialogo ecumenico e interrazziale organizzati dal clero anglicano.
Gli incontri erano caratterizzati da un’attenzione fenomenologica verso l’uomo, con lo scopo di andare oltre le differenze etniche e religiose, per addolcire le relazioni in un rapporto libero da pregiudizi o paure, senza sminuire le differenze. Non erano mancati momenti di lavoro di gruppo per sviluppare le capacità relazionali, senza il timore di perdere la propria identità specifica.
Gli incontri si erano svolti nel contesto sociale dell’apartheid, che segregava i popoli indigeni rispetto al conquistatore inglese. Quindi possiamo ben comprendere lo schema di quegli incontri. L’evangelizzazione stessa aveva infatti incontrato un formidabile ostacolo nell’apartheid.
Una domanda provocatoria, rivolta da uno dei conduttori dell’incontro, colpì Hellinger: “Cos’è più importante per te? I tuoi ideali o l’essere umano? Chi sacrificheresti per l’altro?”.
La questione al centro della domanda cercava di partire dai pregiudizi, dalle costruzioni difensive, dalle concezioni egoistiche, definite come “i tuoi ideali”; non certo per indirizzarlo verso una rinuncia al Vangelo. Sacrificare l’essere umano equivarrebbe a sacrificare proprio la Persona di Cristo, vero Dio e vero uomo, venuto ad abitare in mezzo a noi senza condurre una vita eccezionale. La domanda, perciò, non presentava alcun elemento in grado di portare l’interlocutore a una svolta anticristiana.
Hellinger iniziò dunque a riflettere a lungo sulla questione, orientandosi verso il popolo dei nativi ma facendo coincidere i “loro ideali” con le verità della fede. Commise un grave errore, perché il cristianesimo non è un pacchetto di verità da credere, ma l’incontro con una persona che è Cristo (Gv 1,14): «piena di grazia e di verità». Egli arrivò così ad affermare che “il sacro è ovunque”, con la conseguenza che nella celebrazione eucaristica potevano essere presenti anche atti sacri zulu. Questo fece, perché Hellinger era interessato alla Teosofia, che scorge nelle religioni un base comune, una sapienza originaria unica, che si è in seguito frammentata e scomposta, e che proprio la dottrina teosofica porta a riscoprire. Pertanto, egli incoraggiò lo studio comparativo delle religioni. La Teosofia – ricordiamolo – mira a realizzare una fratellanza universale tra gli uomini, al di là di ogni possibile divisione. Ma questo ideale nasconde un pericolo.
Senza dubbio Hellinger si era scontrato con tutto ciò in cui credeva e che ora voleva eliminare come un dato paralizzante. Credeva di poter eliminare tutto attraverso un’accusa: il cristianesimo era contro l’uomo, lo danneggiava. Questo atteggiamento accusatorio divenne presto uno sfondo costante nel suo pensiero.
Presto Hellinger si trovò pubblicamente in contraddizione con la sua scelta vocazionale, e dopo otto anni (1968) decise, abbandonando progressivamente la fede cristiana, di tornare in Germania, dove – dopo 25 anni di vita sacerdotale – fu ridotto (1971) allo stato laicale e si dedicò allo studio della psicoanalisi, avendo già maturato una certa conoscenza nel campo della psicologia.
Nei suoi studi Hellinger fu introdotto a una metodologia di studio di impronta psicoanalitica formulata da un’americana, Virginia Satir, alla metà degli anni 70. La Satir aveva elaborato una sua metodologia cui diede il nome di “sculture di famiglia”. Questo approccio si basava dal punto di vista dinamico su una terapia di gruppo, che coinvolgeva varie persone che stavano vivendo realtà problematiche e sofferenze, affinché stessero assieme nel corso della terapia stessa.
Fra i partecipanti, infatti, veniva scelta una persona, per rappresentare un particolare membro della famiglia che non conosceva, bisognoso di aiuto, esponendosi ad alcune domande da parte del terapeuta. Il partecipante a quel punto iniziava a spiegare come si sentiva rappresentata quella persona.
A volte queste persone, una specie di “attori”, affermavano di riprodurre gli stessi sintomi, sentimenti, desideri che la persona da loro rappresentata avrebbe potuto provare se fosse morta; ciò anche senza sapere nulla di quella persona.
Questo tipo di psicoterapia applicata da Virginia Satir era già nota, e trovava i suoi sviluppi nello psicodramma di Jacob Levy Moreno, cioè la “psicoterapia di gruppo in cui i pazienti scelgono i ruoli che interpreteranno nella drammatizzazione di una situazione con una forte carica emozionale, dando al terapeuta l’opportunità di comprendere i sintomi che sorgono nella relazione tra i partecipanti.”
Bert Hellinger conosceva bene i costumi e la religiosità zulu, incentrata molto sul culto degli antenati legato alla figura dei sangoma, cioè gli sciamani zulu. La fenomenologia del sangoma poneva all’osservatore esterno molte domande, legate agli strumenti propri dello spiritismo. Il sangoma infatti “sapeva”, “vedeva”, “sentiva”, “lavorava”. Un credente, attenendosi alla Bibbia (cfr. Numeri 24,3ss; 1Sm 28,7ss; At 16,16), non avrebbe avuto difficoltà a vedere cosa c’era dietro il fenomeno, al di là dell’uso di droghe e delle conseguenti allucinazioni. Nonostante ciò, grazie all’esperienza che aveva acquisito osservando le pratiche tribali radicate nel culto dei loro antenati, Hellinger decise di rimodellare e raccogliere tutte queste informazioni per creare un suo metodo chiamato “costellazione familiare”.

Le “costellazioni” teorizzate da Hellinger suggeriscono che ci sono tre “leggi principali”:
1) La prima è l’adesione di ciascun membro della famiglia per “appartenere”, in modo efficace, al gruppo familiare;
2) In secondo luogo, la famiglia ha un “ordine” gerarchico stabilito che deve essere rispettato;
3) In terzo luogo, la legge della reciprocità, cioè del “compenso adeguato”, per le decisioni e le azioni del passato che incidono sul presente di ciascuno.
La costellazione familiare mira così a mettere “in ordine” ciò che è fuori posto, cioè che viola una qualsiasi di queste regole.
Se queste regole vengono violate è necessario “sbrogliare i nodi che si sono formati nelle famiglie di generazione in generazione”.
Quindi, secondo questa teoria, “ogni essere umano” porta in sé “tutte le informazioni dalle vite che lo hanno preceduto, sia fisicamente che mentalmente”.

Rappresentazione dell’albero familiare

In cosa consiste questo metodo?
Questo metodo riproduce in pratica lo stesso modello delle cosiddette “sculture di famiglia” di Virginia Satir. Ma Bert Hellinger vi include fortemente il tema dell’ereditarietà, come lo aveva osservato nelle tribù Zulu.
Vale la pena di notare che, ad esempio in Brasile, questa metodologia non è riconosciuta dal CFP (Consiglio federale di psicologia), né dal CFM (Consiglio federale di medicina), a causa dell’assenza di studi scientifici che ne dimostrino l’efficacia. E non dovrà mai essere riconosciuta, perché lo stesso Hellinger lo chiama “metodo fenomenologico”, cioè un metodo empirico, che si basa sull’osservazione e sui dati ottenuti attraverso l’esperienza del ricercatore, in modo che dopo che i dati sono stati raccolti ed elaborati, e i risultati testati, può – a suo avviso – diventare un metodo scientifico.

Empirismo e procedura
In filosofia, l’empirismo è la teoria che afferma che la conoscenza proviene solo, o principalmente, dall’esperienza sensoriale.
È importante conoscere questa definizione dell’empirismo, perché questo è anche il metodo della costellazione familiare o sistemica.
La “costellazione familiare” consiste in un’esperienza in cui, prima di tutto, il cosiddetto “cliente” (cioè il paziente) presenta il tema che gli sta a cuore e poi il terapeuta gli richiede informazioni su eventi della vita dei suoi familiari, comprese morti premature, suicidi, omicidi, malattie gravi, precedenti matrimoni, figli o fratelli ecc.
Sulla base di queste informazioni, al paziente viene chiesto di scegliere fra i membri del gruppo terapeutico, preferibilmente estranei alla sua storia, quelli che possono rappresentare i membri della famiglia o se stessi. Questi (chiamati “rappresentanti”) devono essere disposti in quel contesto a “rappresentare” il modo in cui il paziente percepisce le relazioni al centro della sua storia (ossia, il vissuto emotivo).
Quindi, guidato dalle reazioni di questi rappresentanti, dalla conoscenza degli “ordini dell’amore” e dal loro legame con il sistema familiare del paziente, il terapeuta guida, quando possibile, i rappresentanti verso un quadro risolutivo in cui tutti loro ricoprono un posto che li faccia sentire bene all’interno del sistema familiare.
Va osservato che negli anni dal 2003 al 2005 Hellinger ha affinato il suo modo di lavorare per uno sviluppo ancora più integrale, che ha chiamato i “movimenti dell’anima”. Questi coprono contesti più ampi rispetto al gruppo familiare, come ad esempio il gruppo etnico. Egli scoprì e descrisse anche gli effetti degli interventi (detti “aiuti”) e i principi che guidano effettivamente un sostegno efficace, creando così anche i cosiddetti “ordini di aiuto”.

Possibili applicazioni del metodo di Hellinger
L’approccio, secondo i suoi aderenti, ha una vasta gamma di applicazioni pratiche grazie ai suoi effetti illuminanti nel campo delle relazioni umane, come ad esempio:

1.     Il miglioramento delle relazioni familiari.
2.     Il miglioramento delle relazioni interpersonali nelle aziende.
3.     Il miglioramento delle relazioni nell’ambiente educativo.

Tali domande hanno dato luogo ad approcci derivati, chiamate costellazioni familiari, costellazioni organizzative e pedagogia sistemica.

Questo metodo, però, può essere spesso confuso con realtà che abbiamo già incontrato nel nostro ministero e con cui ci siamo confrontati. Mi riferisco alla Guarigione e Liberazione dell’Albero Genealogico o Guarigione delle Generazioni.
Come queste tecniche, esso parte da un concetto erroneo e ha radici nello spiritismo praticato dalla concezione animista.

Sangoma col suo assistente

L’animismo
Dal termine latino animus, “anima, vita”, esso è una visione del mondo per la quale le entità non umane (animali, piante, oggetti inanimati o fenomeni) possiedono un’essenza spirituale. Poiché questa essenza è unica, tutto è connesso fra loro.
L’animismo comprende la convinzione che non vi sia separazione tra il mondo spirituale e il mondo fisico (o materiale), e che ci siano anime o spiriti non solo negli esseri umani, ma anche in animali, piante, rocce, forme del terreno (come montagne o fiumi) o altre entità/fenomeni nell’ambiente naturale, come tuoni, vento e ombre.
La falsa religione insegna sempre che lo spirito all’interno degli esseri umani è Dio, e che le sue pratiche ci aiuteranno a realizzare e sviluppare quello spirito in modo che anche noi potremo essere Dio.
Questa, non dimentichiamolo, è la stessa menzogna che Satana ha diffuso nel Giardino dell’Eden, quando tentò Adamo ed Eva dicendo: “Sarete come Dio” (Genesi 3:5). La Bibbia chiarisce che esiste un solo Dio e che tutto il resto, dagli angeli in cielo ai granelli di sabbia sulla spiaggia, è stato creato da Lui (Genesi 1:1).
Qualsiasi religione che insegna che esiste più di un dio sta diffondendo una menzogna. Cito la Bibbia: “…prima di me non c’era dio, e dopo di me non ce ne sarà nessuno” (Isaia 43:10) e “Io sono il Signore, e non ce n’è altri; all’infuori di me non c’è Dio” (Isaia 45:5).
L’adorazione di falsi dèi è un peccato che Dio condanna in modo particolare perché sottrae la gloria che gli spetta di diritto. Molte volte, nella Bibbia, Dio proibisce l’adorazione di falsi dèi. Inoltre, la Bibbia proibisce severamente le pratiche degli animisti: “L’uomo o la donna che è negromante o stregone saranno uccisi; saranno lapidati; il loro sangue ricadrà su di loro” (Levitico 20:27). Le pratiche animistiche costituiscono infatti porte aperte per l’ingresso dei demòni nella vita delle persone. La Bibbia condanna in termini molto forti coloro che praticano tali cose anche in Deuteronomio 18 e Isaia 47.
Dunque, come con tutte le false religioni, l’animismo è solo un altro schema di Satana, il padre della menzogna. Tuttavia, molti in tutto il mondo vengono ingannati dal “diavolo, vostro avversario, [che] va in giro come un leone ruggente cercando chi divorare” (1 Pietro 5:8).

Tornando alla “costellazione familiare” …
Ciò che questo metodo insegna sostanzialmente è che siamo portatori inequivocabilmente di tutti i mali che si sono ripetuti nella storia dei nostri antenati.
Tutto ciò che essi hanno vissuto, situazioni buone e cattive, ciò che hanno commesso, lo portiamo noi come “karma”; pertanto, queste situazioni potrebbero interferire nelle nostre vite oggi.
Questo metodo ritiene che tutte le nostre reazioni negative, mancanza di amore, depressione, tristezza, temperamento, comportamento, emozioni, come anche i nostri fallimenti economici, affettivi e familiari, li ereditiamo dai nostri antenati. Per questo è necessario che i partecipanti – nella terapia di gruppo – si inseriscano e intervengano in sessioni che sembrano più teatrali che altro.
Come spiega lo spiritista brasiliano Divaldo Franco: “La famiglia è una costellazione, in cui il padre è il sole, la madre è la luna, i figli sono le stelle che circolano intorno a questo insieme. Gli altri parenti sono asteroidi”. Quello che succede, influendo su di noi, è che gli eventi vissuti dai nostri antenati disallineano queste “costellazioni”, per cui è necessario che questa energia presente nelle famiglie e nelle generazioni sia “riallineata”.

Facciamo un esempio
La costellazione riunisce persone che non si conoscono e che tuttavia, sul piano terapeutico, giocano un ruolo nella vita di coloro che sono “costellati”.
Supponiamo che la persona/cliente abbia il problema di non potersi sposare. Per comprendere questa realtà, le persone di quel gruppo vengono scelte per rappresentare la storia della persona in difficoltà; ricostruiscono una sorta di albero genealogico per “scoprire” in quale momento del passato potrebbe essere accaduto un evento che li condiziona: qualche entità o qualche realtà vissuta che può influenzare ciò che vivono attualmente.
Il professionista che governa la seduta chiederà ai membri cosa sta succedendo nelle loro menti, indagherà sui loro sentimenti, i loro desideri, le loro emozioni; e qual è la sua volontà di fronte a quelle realtà. E in quel “teatro psicologico obbligatorio” si dipanerà quanto accaduto. Il metodo vuole confermare come i sentimenti passati degli antenati arrivino alla persona che vive oggi. Il metodo afferma che ci si può “connettere” con l’energia della persona rappresentata.
Questo tipo di metodo è applicato anche quando persone decedute rientrano nella cornice terapeutica. E purtroppo qualcuno del gruppo è chiamato a rappresentare anche quella persona, e a “sentire” e “dire” tutto quello che essa ha vissuto quando era ancora in vita, prima di morire… A mio avviso questa è una sessione di negromanzia! È spiritismo! La persona non dice semplicemente di essere incarnata dallo spirito, ma piuttosto agisce e reagisce come se provasse le stesse cose della persona deceduta.

Una “seduta terapeutica”

Dunque, cosa pensare della “costellazione familiare”?
In primo luogo, la realtà della terapia delle costellazioni familiari non è altro che un teatro di induzione nella mente delle persone, che fantasticano sentimenti ed emozioni, come se fossero connessi con l’anima o l’energia di coloro che rappresentano.
Lo stesso Bert Hellinger afferma che l’efficacia del metodo è dovuta alla “comunione di anime” che esiste tra l’”attore” e il “rappresentato”, anche se esse non si conoscono; questa energia può “fluire” su di loro. Uno dei problemi concreti è che ci sono persone che affermano di essere sensibili a questo tipo di “comunione d’anima” e affermano di evolversi progressivamente, lavorando solo con “attori” nell’ambito di queste terapie, a causa della facilità di connettersi con l’anima o l’energia degli altri.

Sussiste anche un “guazzabuglio” con il tema dei corsi di coaching, tecnica che ha adottato questa metodologia per “indovinare in maniera provocata”, nel momento in cui alcune persone non realizzerebbero il proprio potenziale. E poi vanno a “teatro”! Non entrerò nella questione del coaching in relazione al cristianesimo per non allontanarmi troppo dall’argomento. Dico solo che una cosa non sposa l’altra.
Qualche mese fa, un importante canale televisivo ha trasmesso un servizio in cui si afferma che il metodo delle costellazioni familiari viene adottato dai tribunali di alcuni stati per risolvere i problemi legali delle coppie che vogliono separarsi o stanno contestando l’affidamento dei propri figli.
Ci sono emozioni che, nel momento dello psicodramma, vengono teatralizzate ed esposte, e che a volte coincidono con quanto vissuto dai partecipanti. Questo ha prodotto alcuni tipi di risultati: ciò che non si sa veramente è cosa nei fatti accade successivamente. Dal punto di vista clinico, ogni serio professionista della salute mentale sa quanto sia pericoloso manipolare i pazienti per suscitare le loro emozioni. L’uso “terapeutico” delle emozioni è infatti un’arma a doppio taglio e può causare seri rischi, a volte difficilmente riparabili. I ciarlatani, infatti, sono maestri nell’usare le emozioni e la fiducia degli altri: l’emozione crea dipendenza!
Cito lo psicologo Bruno Costa (Università di Brasilia): “Qualsiasi procedura psicologica che cerchi di indagare e riportare alla memoria periodi conflittuali non superati può provocare una crisi depressiva e persino esistenziale nella persona”.

Sentenza del Consiglio Federale di Psicologia del Brasile 
Diversi presupposti teorici della costellazione familiare si sono rivelati contrari alle risoluzioni e ad altre norme del Sistema del Consiglio di Psicologia (Brasile), nonché alle leggi che si interfacciano con l’esercizio della professione di psicologo.
Si comprende il motivo della nota tecnica emanata dallo stesso Consiglio:
“I fondamenti teorici della costellazione familiare ammettono spiegazioni o giustificazioni all’uso della violenza come meccanismo di ripristino della gerarchia, compresa l’attribuzione alle ragazze e alle donne della responsabilità della violenza subita. La seduta delle costellazioni familiari può far emergere la comparsa improvvisa di stati di sofferenza o di disorganizzazione psichica, e questo modello non prevede le conoscenze tecniche per la gestione di questi stati, in contrasto con il Codice Etico della Psicologia. Le costellazioni familiari sono spesso effettuate con la trasmissione aperta di sedute, anche online: condotta incompatibile con il segreto professionale” – secondo il Codice Deontologico della Psicologia.
Le basi teoriche della costellazione familiare consacrano una lettura dell’infanzia e della giovinezza segnate dal pregiudizio legato alla naturalizzazione dell’assenza di diritti e di doveri verso i genitori – e che contrasta con le norme dei Consigli di Psicologia e della stessa ECA (Statuto dell’Infanzia e dell’Adolescenza).
La pratica della costellazione familiare viola gli orientamenti normativi su genere e sessualità consolidati dal Consiglio Federale di Psicologia, perché riproduce concetti patologizzanti di identità di genere, orientamenti sessuali, mascolinità e femminilità che sfuggono allo standard egemone.
È opinione diffusa in Brasile che le persone con forti sofferenze mentali, emotive ed esistenziali, debbano ricercare l’assistenza psicologica con i professionisti della psicoterapia, perché in possesso della qualifica appropriata. Ciò è ampiamente riconosciuto da diverse politiche pubbliche, tra cui il Sistema Sanitario Unificato (SUS) e il Sistema Unificato di Assistenza Sociale (SUAS), che impiegano questi professionisti su larga scala. Anche nella sanità integrativa l’esercizio dell’assistenza psicologica è riconosciuto e regolamentato. Esistono regole dell’Agenzia nazionale di sanità integrativa (ANS) che obbligano i piani sanitari a prestare la dovuta attenzione da parte di professionisti in ambito psicologico.

Il percorso per diventare un “costellatore”
I “costellatori” non possiedono un titolo accademico specifico. Hanno solo una “patente di guida” rilasciata dalle loro scuole di formazione.
Queste scuole sono affiliate in Brasile all’Università Sociale Popolare, per la diffusione delle conoscenze e delle competenze professionali: l’ECP “Educazione Professionale Continua”. La frequenza ottiene un attestato che può essere presentato alle scuole pubbliche e private, come corso di formazione, ma non come laurea magistrale.
A questa Università Popolare appartiene l’Università della Terza Età. Rilevante anche la “Université Européenne Jean Monnet” di Bruxelles: un’associazione internazionale privata senza scopo di lucro con radici nella professionalizzazione. L’Università suddetta offre lezioni in italiano e inglese, anche online.
Le scuole per le costellazioni di Hellinger rientrano nel certificato di “counselor olistico”: operatore olistico focalizzato sul benessere psicofisico, sul miglioramento delle relazioni attraverso lo sviluppo della conoscenza di sé e l’utilizzo di pratiche olistiche, con la possibilità di una A. S. I. (Associazione di Arti olistiche sportive). Siamo quindi nel campo delle cosiddette medicine alternative.
Ricordo che la professione di psicologo in Brasile è una professione regolata dalla Legge 4.119, del 27 agosto 1962. I corsi di psicologia sono approvati e supervisionati dal Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Salute riconosce la psicologia come professione sanitaria. Le più prestigiose università pubbliche e private del Paese offrono la formazione in psicologia, e la professione passa abitualmente al vaglio della ricerca accademica. Tutto ciò dà sicurezza alla comunità, garantendo che quella psicologica è una scienza e una professione, eticamente e tecnicamente fondate.
Accogliamo come positiva la reazione di vari gruppi e scuole che, esprimendosi su quanto accade, affermano che i disturbi psichici devono essere curati da professionisti della salute mentale. Il Consiglio federale di psicologia mette in guardia la società civile a non lasciarsi ingannare. Le persone dovrebbero cercare terapie appropriate presso professionisti della salute qualificati, in particolare per la salute mentale. Per conoscere integralmente la nota tecnica del Consiglio Federale di Psicologia sulla pratica delle Costellazioni Familiari, si può accedere alla pagina: www.site.cfp.org.br.

Eppure, ci sono psicoterapeuti che lavorano e applicano metodo di Hellinger assieme all’ipnosi! Anche alcune linee di spiritismo l’hanno adottato, perché queste pratiche si basano sull’aiuto di “spiriti disincarnati” per comunicare e aiutare a risolvere i problemi. C’è un libro dello spiritista brasiliano Divaldo Franco in cui si tratta questo approccio della costellazione familiare, scritto grazie al contatto con uno spirito che si fa chiamare Joanna Angelis.
Con queste premesse abbiamo già cominciato a renderci conto del percorso pericoloso cui questo tipo di tecnica può introdurre persone che non hanno sufficiente istruzione, o che non conoscono la Dottrina della Chiesa.

Possiamo dire che questo metodo è di origine diabolica?
Possiamo affermare che questo è il male nella sua essenza! È una tecnica anzitutto clinicamente pericolosa e che può diventare malvagia a seconda del tipo di focus in cui è inserita la persona.
Certo, è un metodo di induzione, di persuasione, di suggestione della mente, ma può avere conseguenze disastrose! C’è i essa una linea molto sottile che può portare allo spiritismo. È infatti uno strano miscuglio di psicoterapia e dottrine animiste. Utilizza metodologie pseudoscientifiche e si basa su presupposti certamente non veritieri.
Si può persino sostenere che spinga il cristiano nella direzione del falso insegnamento (pseudoscienza) e della falsa teologia (spiritualismo).
Psichiatri e psicologi sono quasi unanimi nel dire che questo tipo di metodo può portare a danni futuri, poiché le persone possono toccare e rianimare ferite che hanno vissuto, e quindi non avere un tipo di accompagnamento dovendo poi affrontare da sole il proprio dolore e il proprio trauma. Inoltre, non sempre chi esercita questo tipo di terapia ha una formazione in psicologia o psichiatria.

Usare la logica e il buon senso
Le persone che frequentano questi gruppi lo fanno perché presentano dei problemi. L’intero gruppo che si riunisce è composto da persone di questo tipo. Gli stessi soggetti con problemi sono chiamate a “rappresentare” quanti “comporranno la scena” della realtà personale di una persona che si trova lì perché ha bisogno di aiuto.
Se si tratta solo di suggestione e persuasione della mente, gli “attori” saranno influenzati dalla propria condizione interiore (che ha bisogno di aiuto) e diranno di essere connessi con l’”anima” o “l’energia” di coloro che rappresentano, quando in realtà potrebbero proiettare i propri problemi su adeguate risposte.

Conseguenze per i partecipanti alle costellazioni 
Il problema maggiore è quello di entrare in contatto con situazioni inattese e indesiderate, anche traumatiche, prive di una storia documentata, ma aderenti a una fenomenologia sfuggente. La stessa connessione intelligibile con l’esperienza della realtà è compromessa.
L’idea che la consapevolezza sia di per sé liberatoria è una credenza consolidata in psicoterapia, ma bisogna vedere come essa viene raggiunta.
La consapevolezza, inoltre, non basta, perché è necessario che si dia una ragione per vivere, un programma di vita, che finisce per essere semplice benessere attraverso la fuga dal dolore. Il processo di transfert così studiato corrisponde in psicanalisi al desiderio del paziente di avere un modello di vita. Il terapeuta calmo, ricco di conoscenza, sorridente sembra essere il modello ricercato. Per questo tale attaccamento va superato. La moralità comportamentale data dalle costellazioni classiche o spirituali è quella di rimanere in una sfera dove il dolore non ha incidenza. Si può uscire da una costellazione contenti per aver avuto accesso ad una conoscenza superiore, ad una coscienza liberatrice, ma in termini oggettivi ciò dura poco perché alla costellazione deve poi seguire il percorso con uno psicoterapeuta, svelando così la costellazione come un’inutile pratica. Il vero rischio che deriva da tutto ciò è subire l’iniziazione a una visione New Age della vita.
La reincarnazione, che potrebbe essere accantonata sull’esempio di Carl Gustav Jung, viene adottata perché si afferma che il karma viene estinto nella costellazione. L’albero genealogico, però, se si adotta la reincarnazione, diventa una pura convenzione poiché la coppia genitoriale, data la reincarnazione, è relativa, così come i figli sono parenti. Il modello occidentale, quando adotta la reincarnazione, a differenza del contesto hindu e buddista, non vede in termini punitivi e scontati il karma, ma in termini di opportunità, perché in questo modo si può accedere all’autorealizzazione con cicli multipli di buona esistenza, con il piacere di vivere le future conquiste tecnologiche. Quindi, come impedire il karma occidentale se lo vuoi davvero? Attraverso la costellazione – dice Hellinger.
Entrano in gioco i fattori di rilassamento dello yoga, rinunciando il più possibile all’attività mentale (ragionamento) ponendosi in uno stato di passività dove la risonanza con il campo morfogenetico (campo cosciente di ogni famiglia da cui si possono ricavare informazioni su equilibri e dinamiche nascoste al suo interno) avviene attraverso le cellule di tutto il corpo, per affermare che la mente deve rimanere il più possibile in uno stato di inattività.
La fiducia di avere accesso operativo al campo morfogenetico conferisce perciò credito al costellatore che è collegato ad esso.
Non c’è dunque nel metodo di Hellinger la maturazione di un processo personale che sia veramente terapeutico. E le costellazioni per molto tempo non si presentano come un fatto terapeutico, se non a livello di coscienza e infusione di parole e gesti, che vanno nelle profondità della psiche: programmati come tali.
Certo, rendere poi tutta questa esperienza rivelatrice, spesso indesiderata, è molto difficile, se non impossibile. La realtà è che la costellazione viene collocata all’interno di una vera iniziazione.

Una rappresentazione simbolica delle costellazioni terapeutiche

Riepilogo
Da un punto di vista puramente umano si potrebbe affermare che ci sono persone con problemi, che proiettano i loro problemi su… persone che cercano aiuto per i loro problemi!
Risultato: ci possono essere solo PROBLEMI nuovi e più grandi!
Ricordiamo: “Qualsiasi procedura psicologica che cerchi di indagare e far riaffiorare ricordi di periodi conflittuali non superati può provocare nella persona una crisi depressiva e persino esistenziale” (Bruno Costa).
In effetti, un metodo psicologico o psicoterapeutico può essere tanto dannoso per la persona quanto può esserlo una setta. E queste non sono sempre realtà sconnesse. La dottrina di un gruppo settario può penetrare, come qui, attraverso un metodo psicoterapeutico, ma può anche influenzare una psicologia sfocata nell’appartenenza a una setta.
Non c’è possibilità di essere ri-costellati, di ri-verificare la propria esperienza.
L’unico modo è lo psicologo-psicoterapeuta, rimanendo nell’illusione di aver avuto accesso a una sfera di coscienza superiore, che creerà problemi al terapeuta se il soggetto non vorrà mettere in discussione la costellazione: storia e mistica quantistica non vanno d’accordo.
Il terapeuta che talvolta viene raccomandato è regolarmente dotato di titolo accademico e di iscrizione all’albo della sua Società, ma è solo un assistente nelle costellazioni; perché poi tutto procede secondo quanto stabilito dalla costellazione stessa, senza che il cliente possa trovare un alleato per le tante obiezioni che possono sorgere. Pertanto, è garantita una dannosa ramificazione…
Sostanzialmente, si tratta nei fatti di una pratica pseudo-terapeutica legata alla New Age, influenzata dalle dottrine animiste indù (Chandra Mohan Jain, noto anche come Osho Rajneesh) e africane (Zulu). In India abbiamo, in particolare, organizzazioni settarie che si stanno diffondendo in tutto il mondo.

Dal punto di vista cristiano 
Nelle costellazioni classiche e spirituali fa da guida l’idea di essere in un campo morfogenetico. Il costellatore deve essere il più dipendente possibile da questo campo; quindi, si raccomanda che non agisca come leader. Il problema è il sistema, che può davvero essere paragonato, come già sottolineato, ad un rituale sciamanico in chiave moderna, dove lo sciamano è il costellatore, con abiti cambiati, che agisce, senza agire: è il “wei wu wei (為無為), agire o non agire” del taoismo.
Il costellatore è presente come colui che dà accesso al campo morfogenetico, ma si ritira, per lasciare che la grande forza agisca sul cliente, che segue i movimenti e le parole dei rappresentanti della messa in scena, e segue anche se stesso, le sue concomitanti percezioni.
Il cliente non riceve altro che ciò che ha percepito, essendosi immerso nella percezione di tutto il corpo, nel campo morfogenetico.
Con questo, si lancia nella sensazione di essere al di là dello spazio e del tempo; infatti, gli intrecci che gravano sul cliente non provengono da campi storici, ma energetici, con memoria e capacità di influenza, in reazione ad una distonia ricevuta. I campi energetici sono al di fuori del tempo e dello spazio perché rendono presenti situazioni passate e presenti, e sono accadute in spazi diversi.
Il cliente ha così accesso fittizio a una consapevolezza metastorica della ragione dei suoi mali. Tutto è accolto come una rivelazione: è vietato pensarci, come nel caso del taoismo, tanto che viene conosciuta come “Sophia Helliger”.
Chuang Tzu (Libro VII, Capitolo XXII) afferma che solo l’esperienza mistica, che consiste nell’apparire di sensazioni subliminali e inconsce, fa conoscere il Tao [6b]: “Questo è il Tao! Perciò, comprenderlo perfettamente non è saggezza necessaria, non occorre l’intelligenza per discernerlo: il santo ne fa a meno».
“Parlare molto e scrutare razionalmente vale meno che rimanere vuoti” (TaoTC, cap. V).
L’amore, segnato dagli Ordini dell’amore, che devono essere rispettati, pena il disordine cosmicamente registrato che si riflette come dolore nell’una o nell’altra famiglia o anche nell’ambiente di lavoro, si modella su aspetti delle diverse culture forgiate dagli uomini, e non in un eterno archetipo cosmico. Così, gli Ordini d’Amore non valgono più al di fuori di una sfera culturale, che per Hellinger è quella occidentale.
Siamo, come vedete, in un contesto di New Age, immanente e preternaturale, dove il channeling, il “campo morfico” – visione junghiana/spirituale dell’inconscio collettivo – il determinismo assoluto, la chiusura al trascendente e l’esclusivo indirizzamento al benessere psicofisico, così come la pretesa di guarigione, sono le caratteristiche esoteriche fondamentali.
Il principio esoterico di “risonanza”, secondo il quale “ogni persona che incontriamo e tutti gli eventi della nostra vita sono lì perché li attiriamo lì” – tipico anche delle costellazioni familiari – evidenzia come il contesto sia il monismo e l’autodeterminazione assoluta: un contesto distorto contro il cristianesimo per il quale il grande peccato dell’uomo è la superbia, cioè mettere la creatura al posto del suo Creatore (cfr Rm 1).
L’unica salvezza si chiama Gesù Cristo. L’unico modo per entrare nella Comunione dei Santi è accogliere il dono della filiazione divina che Gesù ordinariamente ci fa nei sacramenti: essere tralci vivi della vite che è Gesù! Essere pietre vive della Chiesa, sposa di Gesù! Ritorneremo così alla vera “Comunione dei Santi”, di cui le costellazioni familiari sono un pallidissimo ed erroneo sostituto.

Pertanto, e per finire…
Noi cristiani non dovremmo scendere a compromessi con questo tipo di realtà. Oltre a rendere grazie a Dio, abbiamo diversi altri modi per lavorare all’interno della Chiesa cattolica, in modo adeguato ed equilibrato, sia a livello spirituale (direzione spirituale) sia a livello della medicina stessa (terapie approvate dai consigli nazionali dei medici e degli psicologi).
Diversamente, corriamo il rischio di essere coinvolti in pratiche spiritiche, fornendo così un’opportunità all’azione straordinaria del diavolo. Mancano evidenze cliniche e c’è scarsità di riferimenti bibliografici sul metodo Hellinger (si noti che il 90% dei libri pubblicati cita opere dello stesso autore), ma i suoi libri ci impediscono di considerare la terapia delle costellazioni familiari come una psicoterapia clinica.
Sulla base di questi risultati, la terapia delle costellazioni familiari non è raccomandata per nessuna ragione all’interno dell’ambiente sanitario; essa non appartiene alla psicologia clinica. Non deve essere nemmeno confusa, quando si utilizza il termine sistemico “costellazione familiare”, con la terapia clinica comunemente utilizzata in ambito familiare (terapia di coppia). Ogni paziente che cerca la terapia delle costellazioni familiari dovrebbe essere avvisato dal proprio medico di questa differenza.
Nel sistema Hellinger troviamo metodi e teorie per certi versi affini a quelli della psicoanalisi. Vi si ritiene, ad esempio, che “non importa quanti anni abbiamo; ognuno di noi è un bambino, e quel bambino desidera soprattutto trovare l’armonia all’interno della famiglia”. L’individuo attraversa infatti quattro fasi dell’infanzia, che segneranno lo sviluppo della sua personalità. Per gli adulti, rimanere in qualsiasi fase di questo primo sviluppo rappresenterà l’immaturità emotiva.
Oggi il mercato delle terapie di gruppo è molto vario per vari bisogni: le dipendenze da alcol, droghe, ecc., i difetti caratteriali, i problemi familiari e matrimoniali. Alcuni sono ingannati da dilettanti, altri da professionisti. C’è persino chi vanta uno spirito cristiano, ispirato da un naturalismo New Age che applica ogni tipo di teoria psicologica. Inoltre, ci sono sette in qualche modo legate a gruppi terapeutici, come ricorda il teologo spagnolo don Julio de la Vega-Hazas.
Questo condizionamento è controproducente in alcuni tipi di psicopatia, come le regressioni dovute a disabilità mentale, affaticamento mentale o frustrazioni e fallimenti.
A questa pseudo-terapia si aggiungono le tecniche: l’interpretazione dei significati, la pratica e la teoria che si occupano di fondarne la legittimità; per questo e molto altro c’è un sistema New Age di presunto auto-aiuto che combina terapie di condizionamento psicologico comportamentale con meditazione, energie e altre pseudoscienze. Se tutto finisse qui, quella di Hellinger non sarebbe altro che una nuova tecnica sperimentale, nonostante la sua somiglianza con alcune pratiche sorprendenti utilizzate dalla setta di Scientology.
Infine, possiamo riaffermare che le “costellazioni familiari” presentano un comportamento settario tipico del movimento New Age.
Ogni essere umano è unico. L’influenza della famiglia non significa che siamo incatenati al passato! Dio ci ha dato la libertà di combattere e migliorare. Da soli non possiamo raggiungere la liberazione dell’anima. Per questo Cristo è venuto a spezzare le catene del peccato offrendo all’umanità un nuovo senso della vita. Non lo sarà se non c’è integrazione con la sua grazia. Questa versione include anche le cosiddette influenze familiari negative. Il processo di cambiamento può essere rapido o lento, ma con la grazia e lo sforzo personale possiamo scacciare le cattive tendenze e crescere così nella virtù. La Chiesa cattolica ha sempre sostenuto questo insegnamento.
La costellazione familiare è incompatibile con le dottrine fondamentali della fede e dell’esperienza cristiane, come la completa redenzione e libertà che abbiamo in Cristo (Romani 8:1, Gal 5:1, 2 Corinzi 5:17, 1 Pietro 1:18). L’assenza di “anima familiare” secondo le Scritture, o la maledizione delle generazioni, cioè il fatto che i peccati dei genitori si trasmettano di generazione in generazione, è un concetto che si basa erroneamente su alcuni versetti della Bibbia, letti in modo parziale e fuori contesto, e ne ignora gli altri.
Sebbene nella pratica le costellazioni familiari non sembrino essere un’evocazione dei morti, pratica condannata dal testo sacro (ad esempio: Levitico 20,27), le esperienze e gli approcci da essa praticati possono essere ascritti all’occultismo o allo spiritualismo.
La preoccupazione per questa terapia è anche negli ambienti dei pastori e dei consiglieri biblici. Dalla Barnabas Association of Christian Counselors, situata in Catalogna ma con attività in tutto il territorio nazionale spagnolo, abbiamo indagato sulle origini e la varietà delle influenze in terapia. I loro risultati non sono stati positivi. “Alcuni cercavano un fondamento biblico per la terapia, ma la verità è che non l’abbiamo trovato, anzi abbiamo visto il contrario”, spiega Sigrid Py, membro del consiglio di amministrazione dell’Associazione. A suo avviso durante le costellazioni vengono toccati “aspetti spirituali”, che in alcuni creano paura, in altri producono un tocco “ad uncino” forzato. Ecco perché alcune persone credono che, vedendo dei risultati, “si possa considerare una buona terapia”. E così Sigrid ratifica anche il monito degli psicologi cristiani e incoraggia credenti a “formare uno standard biblico allorché si considera cosa fare o chi servire”.

Il necessario lavoro spirituale 
Sussiste la grande mancanza di un servizio di consulenza ben ragionato ed equilibrato che non sia solo un’esortazione al ‘fanatismo biblico’, ma un approccio sensato, usando la preghiera e la parola di Dio.
Anche nella Chiesa a volte vengono ignorate, o semplicemente offerte facili risposte come: “confida di più in Dio” e poco altro. Questa mancanza, osserva Sigrid Py, va indirizzata a “un’opera di restaurazione secondo i principi biblici” e a una sana teologia, nella prospettiva di una vera azione pastorale.
L’uomo vive oggi in una cultura di morte, come la chiamava Giovanni Paolo II. Le ferite psicologiche sono aumentate enormemente e si cerca la salvezza laddove un sorriso accattivante, presentando un Io risoluto, promette di trovarla – ma infine non la si trova. Le costellazioni familiari si basano sulle relazioni e sull’abbandono dell’essere. Non c’è risposta a chi sia l’uomo, se non per dire che l’uomo è relazione. Quindi, creando antropologie distruttive.
Di assoluto rilievo sono le parole della Scrittura: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza», cioè capace di relazionarsi, perché Dio è essere e relazione fra tre Persone.
Il pensiero di essere come Dio continua ad essere suggestivo, nelle conoscenze, nelle capacità, fino a pensarsi come auto-creatori, attraverso percorsi di esperienze nel bene e nel male da cui si ha l’illusione di estrarre una sintesi… un’autorealizzazione superiore, ma il male acquisisce, non libera.
Le costellazioni nascono da una questione di salvezza che oggi è diventata più angosciante che mai. Le costellazioni non sono nate all’improvviso e non sono solo le uniche funzionare. È in atto tutta una cultura contemporanea della morte che propone lo smantellamento della salvezza, con percorsi di penetrazione psicologica incapaci di dare un modello di vita. Il grande problema dello psicoanalista è, infatti, fornire un modello di vita.
Dice il cappuccino padre Paolo Berti: «Ricordo un terapeuta psicoanalitico che mandava i suoi pazienti da un frate di grande carità e di intima gioia anche nella sofferenza, dicendo: ‘Io analizzo, porto consapevolezza, ma poi non so come riempirla di valori”. Il rapporto tra lo psicoterapeuta e il sacerdote è altamente auspicabile, dove il paziente è credente. Lo psicoterapeuta sarebbe più psicoterapeuta, più consapevole dei limiti della sua azione”.
I percorsi di assistenza psicologica sono importanti e forniscono un vero sostegno. Facilitano la comprensione di traumi, difficoltà. Questo, però, non dispensa dall’opera pastorale svolta da coloro che guariscono le anime, in particolare i parroci. Ricordiamo che nulla sostituisce al popolo di Dio la nostra capacità di accogliere, ascoltare e, con la profondità della misericordia, di aiutare a metabolizzare questi traumi, superandoli in virtù della fede in Gesù Cristo, medico dei corpi e delle anime.
È fondamentale, sulla base della fede e dell’esperienza dell’amore di Dio, aiutare queste persone a percorrere un cammino di perdono che le liberi da un passato sofferente.
E la famiglia merita un trattamento onesto, sia scientifico sia morale e spirituale, che ne difenda la vocazione, l’identità, la natura, l’integrità, la dignità e la missione data da Dio a favore dei suoi membri e dell’umanità.

Testo della relazione tenuta al XIV Convegno internazionale dell’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE), Fraterna Domus (Roma), 25-30 settembre 2023.